Nel giugno del 1921, sulla scia di quanto stava avvenendo negli altri paesi europei, l’Italia decise di dare sepoltura ad una salma ignota presso il Vittoriano a Roma, che diventerà a pieno titolo “Altare della Patria”.

La commissione appositamente istituita ebbe l’incarico di individuare le salme di undici caduti al fronte, privi di qualsiasi segno di riconoscimento, provenienti da undici luoghi simbolo della guerra.

Il 28 ottobre, le undici bare, identiche per forma e per dimensioni, furono riunite nella basilica di Aquileia. Quel giorno fu designata la salma del Milite Ignoto da parte di Maria Bergamas, madre di un caduto non riconosciuto.

Lo stesso giorno la bara fu posta su un carro ferroviario con affusto di cannone. Il treno speciale partì la mattina successiva alla volta di Roma, dove il feretro venne tumulato, con tutti gli onori, il 4 Novembre, terzo anniversario della vittoria.

Le restanti dieci bare furono tumulate nel Cimitero degli eroi di Aquileia, che diventò quindi l’omologo ideale dell’Altare della Patria.